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POLITICA
28 dicembre 2012
Una cosa davvero importante. Matteo Orfini
Forse sapete che domenica prossima ci sono le primarie per i parlamentari del Pd. Cosa sono? Sono il modo in cui il Partito democratico ha deciso di scegliere i propri parlamentari correggendo da sé quello che il centrodestra non ha voluto correggere: il porcellum che non permette ai cittadini di scegliere i parlamentari. Molto semplicemente, Bersani ha mantenuto la promessa: "Se non ci fanno cambiare la legge elettorale noi faremo comunque scegliere i parlamentari agli elettori con le primarie". E quindi eccole qui. A Roma si vota domenica 30 nei seggi che trovate sul sito. Possono votare gli iscritti al Pd e chi ha votato alle primarie di un mese fa. Ricordatevi di portare un documento, la tessera elettorale, il certificato di elettore del centrosinistra che vi hanno rilasciato la volta scorsa, e due euro (sì, la democrazia ha un costo). Se il certificato elettorale ve lo siete perso o se l'avete usato come sottobicchiere probabilmente potrete votare lo stesso, visto che il vostro nome è negli elenchi, ma se potete portate il certificato, renderete la mattinata del volontario al seggio un poco meno faticosa.

Io sono a Roma e voterò Matteo Orfini per un sacco di buone ragioni la prima delle quali è che è una brava persona. La seconda è che è la persona che in questi anni difficili si è occupata dei temi che più mi stanno a cuore - i beni culturali e le professioni della cultura – meglio di tutti e con migliori risultati.

L’altro motivo è che scegliere Orfini è probabilmente il modo migliore per superare l’equivoco italiano degli ultimi vent’anni: quello per cui ad occuparsi dei problemi dovremmo mandare solo quelli che hanno competenze specifiche in una materia anche se non rappresentano nessuno, in omaggio all’assunto secondo cui, dato un problema, esiste uno e un solo modo di risolverlo, e compito dei politici sarebbe quello di applicare le ricette precostituite e confezionate dai tecnici. Siccome io sono invece affezionato a un’idea di politica e di democrazia per cui le soluzioni dei problemi non sono mai neutre, e soprattutto all’idea che a scegliere la soluzione da adottare siano i cittadini, sono molto felice di poter votare una persona che abbia competenza specifica ma che insieme sappia anche rappresentare degli interessi – sissignore: interessi – del mondo della cultura e dei lavoratori dei ben culturali. Che è poi quella cosa che si chiama politica. 

Matteo Orfini ha entrambe le cose: competenza specifica dei problemi del mondo della cultura, occupandosene da quindici anni, e capacità di ascoltare e rappresentare politicamente il mondo dei lavoratori della cultura. Di questi tempi è il miglior modo per ridare alla politica la dignità che merita.
25 ottobre 2010
Per un'igiene gastronomica. La carbonara
La pasta alla carbonara è il piatto più semplice del mondo. È anche quello che probabilmente ha il migliore rapporto tra facilità di preparazione e bontà. Eppure è quello in cui si riscontra il maggior numero varianti a cazzo. Non si sa bene perché. Voglio dire, nessuno si sognerebbe di consigliare di sostituire la ricotta salata col parmigiano nella pasta alla norma, o di mettere la menta nel pesto alla genovese. Eppure sulla carbonara è tutto un fiorire di cipolla, aglio, panna, olio, burro.
Voglio chiarire subito una cosa: non ne faccio una questione di rispetto per la nobile tradizione romana, o stupidaggini simili. Le origini della carbonara sono oscure, il nome che richiama associazioni segrete del risorgimento, le storie di guerra di soldati americani che chiedevano pasta, scrambled eggs e bacon, improbabili nobili napoletani, e cose così. 
La verità è che non lo sa nessuno. E’ un piatto della tradizione popolare, non ha padri nobili, copyright o marchi registrati. Se qualcuno vi dice: “la ricetta originale della carbonara prevede…” lasciatelo stare.
Insomma, potete stare tranquilli, la ricetta originale non esiste.
Questo non vuol dire che la potete fare come vi pare. O meglio, potete. Potete anche farla con la cipolla e con la panna e io sarò disposto perfino a chiamarla carbonara. Però se la volete fare buona, be’ allora è un altro discorso. In due parole: date retta ai romani. Ai ristoratori romani, dico. La fanno tutti così, dalla peggio bettola del Quadraro al miglior ristorante della città. Ci sarà una ragione, no? Loro la fanno per mestiere. Fidatevi di loro, non di me.
 
Tutto sta in un concetto: semplicità. La carbonara è un piatto semplice e povero. Non cercate di arricchirlo, non insospettitevi se vi sembra troppo semplice. È buona per quello.

Ingredienti
Dal momento che gli ingredienti principali sono pochi e semplici, la loro qualità è determinante. 
Allora, prima cosa: no spaghetti. Rigatoni.
Uova
Guanciale tagliato a dadini o a striscioline, come preferite. La pancetta è ammessa se abitate a Los Angeles. Se siete in Italia ci mettete il guanciale.
Pecorino romano (no parmigiano, no grana padano)
Pepe nero
Sale
Fine. Stop. Nient’altro. No olio, no burro, no cipolla, no aglio, no parmigiano, no latte, NO PANNA.

Ricapitolando: rigatoni, un uovo ogni cento grammi di pasta, guanciale, pecorino, pepe nero, sale. Fine.

Preparazione
Mettete a bollire l’acqua. Nel frattempo amalgamate le uova con il pecorino e con un po’ di pepe nero in una casseruola capiente abbastanza da contenere la pasta che avete intenzione di cuocere. Potete anche usare solamente i tuorli (in questo caso mettete un tuorlo a testa più un uovo intero “per la padella”). Quando avrete ottenuto un impasto leggermente cremoso fermatevi pure. 
In una padella mettete a rosolare il guanciale a fuoco medio. Senza aggiungere olio e assolutamente senza soffritto di cipolla. Guanciale e basta. Il grasso del guanciale che si scioglierà basta e avanza per non farlo attaccare alla padella. Quando il grasso sarà diventato traslucido (di solito bastano cinque minuti) è il momento di spegnere la fiamma e lasciarlo intiepidire. 
Importante: il guanciale deve rimanere morbido. Per carità di dio non lo fate diventare croccante. 
(Se state cucinando a Honolulu e quindi state usando la pancetta aggiungete un filo d’olio, ma solo un filo).
Lessate i rigatoni. Andateci piano col sale ché il pecorino e il guanciale ne contengono già in quantità.
Scolate la pasta al dente e versatela immediatamente nella casseruola, prendete due cucchiai e mantecate. Ecco, questo è l’unico momento delicato di tutto il procedimento. L’uovo non deve cuocersi, deve solamente rapprendersi un poco restando cremoso, e aderire bene alla pasta. Come lo fa? Col calore della pasta e nient’altro. Per questo motivo l’operazione di scolatura e versamento deve essere fatta piuttosto velocemente.
Evitate invece di far saltare la pasta sul fuoco perché con ogni probabilità l’uovo si cuocerebbe e vi mangereste un’immonda frittata di pasta.
Solo e solamente in un secondo momento aggiungete il guanciale, altrimenti il suo grasso renderà impermeabili i rigatoni impedendo all’uovo di aderirvi.
Non ci sono altri segreti. Solo questa accortezza. Fate così e la pasta verrà ben condita con una delicata cremina, senza orrendi grumi di uovo rappreso e cotto.
Impiattate, aggiungete un’altra spolverata di pecorino, mezzo giro di pepe, mangiate.

Ricapitolando: amalgamare uova, pecorino e pepe; rosolare il guanciale; mantecare la pasta con le uova; aggiungere il guanciale rosolato.

Fine 

P.s. Esiste una variante, detta carbonara vegetariana, che prevede la sostituzione del guanciale con zucchine. Lì davvero vi taglio le mani.



permalink | inviato da borgognoni il 25/10/2010 alle 11:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
21 settembre 2009
Salutam' a Socrate
Intendiamoci: la figura di Socrate è uno splendido esempio di coerenza morale e di rigore intellettuale. Ad avercene.
Il fatto è che Socrate era molto amato nei salotti della Atene bene, tra la jeunesse dorée cittadina e tra i cervelli in fuga; ma le persone normali, i lavoratori, il popolo, diciamo così, non lo potevano sopportare. Il che se non intacca la sua caratura di pensatore lo rende quanto meno poco utile come ideologo politico di un grande partito che di cognome fa Democratico.
Ma a me preoccupa un poco e diverte molto, soprattutto, il fatto che Pippo Civati tutto questo lo sappia benissimo: che gli ateniesi a Socrate non avrebbero affidato neanche l'amministrazione del condominio; che tra i suoi concittadini non lo sopportava nessuno; che i più benevoli lo consideravano un insopportabile saputello e un eccentrico rompicoglioni, di quelli che se li incroci in piazza corri via prima che ti attacchino un bottone, e i malevoli il responsabile della tirannia ateniese avendo allevato gente come Crizia e Alcibiade (cioè rispettivamente il capo del regime dei Trenta Tiranni e colui che per sfuggire a un processo tradì la democrazia di Atene a favore di Sparta durante la guerra del Peloponneso); che era uno talmente spocchioso che dopo il suo discorso di autodifesa i voti popolari favorevoli alla sua condanna a morte aumentarono; e che ciononostante Civati lo prenda a modello politico vincente per uno che vuole farsi eleggere capo di un partito.
Del resto stiamo parlando degli iMille, degli elitisti, di quelli che vogliono educare il popolo piuttosto che convincerlo e rappresentarlo. E allora tutto torna. Avanti così.




permalink | inviato da borgognoni il 21/9/2009 alle 16:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
10 luglio 2009
Macerie

Presa qui



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4 maggio 2009
All'inizio era un commento
Tra i miei amici e colleghi archeologi, nonché tra buona parte della sinistra romana colta, sta sollevando un'ondata di fiera indignazione la possibilità che il Comune di Roma autorizzi l'istallazione da parte di alcuni sponsor di un campo di calcetto provvisorio in piazza del Colosseo in occasione della prossima finale di Champion's League.



Spero che non mi incaselliate tra i sostenitori della destra sfasciona e barbara, però devo confessare che più ci penso meno riesco ad indignarmi.
Un campo di calcetto provvisorio installato per 5 giorni davanti al Colosseo in occasione di un evento sportivo di risonanza mondiale. Embè?
Vorrei invitare tutti i miei amici indignati a riflettere sul fatto che in quella stessa piazza si tollerano da decenni camioncini ambulanti di cibo e di souvenir, venditori abusivi di borse taroccate, giovani mendicanti travestite da vecchiette, uomini travestiti da centurioni. Per non parlare dei vari concerti oceanici sponsorizzati da compagnie telefoniche e dei concerti ad inviti all'interno del monumento. Aggiungiamoci le orrende colonne di Valentino rimaste lì per mesi senza che ciò abbia generato grandi grida di dolore e di indignazione per i beni culturali umiliati e mercificati, anzi.
E adesso ci scandalizziamo per un campetto da calcio provvisorio?

Il problema è la mercificazione del nostro patrimonio culturale? Il suo uso improprio? Ok, allora via il campetto di calcio, via le colonne di Valentino, via gli invasati della Via Crucis, via Simon and Garfunkel che si esibiscono fuori da piazza del Colosseo, via Paul McCartney che canta dentro al Colosseo; via la notte bianca, via ovviamente mendicanti, venditori ambulanti e venditori abusivi, via i finti gladiatori. Già che ci siamo via anche il campetto di calcio del colle Oppio con vista sul Colosseo, dove giocano i ragazzi latonoamericani. Non parliamo delle manifestazioni del Pd al Circo Massimo o dei comizi di Berlusconi all'Arco di Costantino. Via tutto. Ecco, quello che resta è un bellissimo museo all'aperto, non una città. Una città museo di se stessa, imbalsamata nel proprio passato.
Voi credete davvero che salveremo i nostri beni culturali rinchiudendoli dentro una teca? Che riusciremo a tenerli in vita isolandoli dalla città? In bocca al lupo.

Se invece l'obiezione, come ho sentito da una delle voci più autorevoli dell'archeologia italiana, è che il calcio, e in particolare una finale di Champion's League, non abbia la minima valenza culturale io potrei perfino, sforzandomi molto, essere d'accordo. Però vi chiederei chi, con quali argomenti e su quali criteri debba
fissare il discrimine tra ciò che è cultura e ciò che non lo è. Soprattutto dopo che la precedente amministrazione con la sua politica culturale ha annullato la differenza tra cultura e intrattenimento, sollevando l'intrattenimento a cultura e abbassando la cultura a intrattenimento. Ecco, all'epoca vi faceste problemi? E oggi, dunque, sostenete seriamente che un concerto di Gianna Nannini sia un evento culturale e una finale di calcio no? Oppure che Valentino sia Cultura con la c maiuscola e il calcio no? E con quali argomenti, di grazia? Se siamo arrivati a ritenere che un concerto di Simon and Garfunkel sia un evento degno e una finale di Champion's League invece no; che Valentino sia cultura e il calcio no, allora mi sa che abbiamo perso non solo il polso del paese, ma anche qualsiasi contatto con la realtà; e il fatto che perdiamo le elezioni a questo punto non mi stupisce più. Mi consola.




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17 aprile 2009
Benemerenze
Io il sospetto l'avevo sempre avuto, per la verità; ora è una certezza: che il gran lavoro che da molti mesi alcuni miei amici si stavano sobbarcando per mettere in piedi una televisione nuova come Red Tv fosse solo una scusa; che la quantità di bei programmi, Liberi Nantes, Europa-Occidente, fosse solo un passatempo per tenerci occupati mentre loro lavoravano ad altro; che gli approfondimenti politici, le dirette dei congressi di partito e le tribune politiche degli anni sessanta fossero una solo mossa diversiva; che tutto questo, la nuova tv, tutta quella politica, quella filosofia, quegli approfondimenti, non fossero altro, insomma, che un vile pretesto per realizzare il loro vecchio sogno comune: avere finalmente sugli schermi dei televisori italiani le serie tv americane ad orari umani: e perciò, signore e signori, Studio 60 on the Sunset Strip. Su Red Tv, il martedi alle 21.00.





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28 febbraio 2009
Ditemi in bocca al lupo
La settimana prossima sosterrò il mio primo esame universitario. Dall'altra parte della cattedra, intendo. 



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24 febbraio 2009
Ecco, per esempio
Giuseppe Civati in questa intervista a Repubblica si fa una domanda e si dà una risposta: "Ho letto che Franceschini e Bersani attaccano chi pretende di fare politica coi blog. Pretende? Per la mia generazione è l'unico modo di fare ancora politica. Che dovremmo fare? Andare in sezione?" 



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16 febbraio 2009
Scusate il ritardo
Mi sono addottorato.



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16 dicembre 2008
Ho amici schifosamente cinici
A: - E' morto Carlo Caracciolo. Su Repubblica di oggi pare sia morto il Papa.
B: - Beh, per loro è più o meno così.
A: - Vabbè, ma allora quando muore Scalfari che succederà?
B: - Che avranno più spazio la domenica.



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15 dicembre 2008
Mi porto avanti con il lavoro
Proiezioni dall'Abruzzo alle 19.00: Pdl 51%, Noi 42%, (Pd 22,5%, Di Pietro 13,5%)
Prossima dichiarazione del segretario: "Siamo il più grande partito riformista d'Abruzzo. Nella storia dell'Abruzzo, mai prima di oggi una grande forza riformista era riuscita a conquistare così tanti consensi"



permalink | inviato da borgognoni il 15/12/2008 alle 19:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
13 dicembre 2008
Mio fiume anche tu


12 dicembre 2008. Ponte Nomentano
Alcune altre foto qui.



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12 dicembre 2008
Stranezze da archeologi


E' andata davvero così. Dopo un decennio dall'ultima assunzione, il Ministero dei beni culturali bandisce un concorso per archeologi di primo livello.
Prima stranezza. I criteri per l'ammissione al concorso sono schizofrenici: da un lato si richiedono titoli notevolemte alti (scuola di specializzazione o dottorato), dall'altro non vengono valutate esperienze professionali, accademiche, pubblicazioni scientifiche. In pratica aver studiato per cinque anni, aver conseguito due lauree (triennale e specialistica), aver accumulato articoli scientifici e collaborazioni con le soprintendenze non è sufficiente neanche per salire il primo gradino della carriera in soprintendenza. Al concorso dello scorso anno per soprindententi, per dire, e cioè per il gradino più alto di quella carriera, era invece sufficiente la laurea triennale. In pratica, cinque anni di studio e due lauree non sono abbastanza per fare il funzionario archeologo, ma piu che sufficienti per fare il soprintendente, e presto al ministero si troveranno schiere di sottoposti notevolmente più qualificati dei rispettivi dirigenti assunti solo un anno prima.

Seconda stranezza: la preselezione avviene mediante una verifica sulla cultura generale dei candidati. E fin qui nulla di strano. Solo che i quiz comprendono domande di biologia (la translitterasi inversa, l'interfase della meiosi cellulare), di matematica (equazioni di secondo grado, disequazioni), geografia (le principali esportazioni del Togo), cose così che poco hanno a che vedere con qualcosa che possa definirsi "generale"; nessuna domanda, ovviamente, verte sull'archeologia o sulla legslazione dei beni culturali.
Naturalmente, dal momento che il ministero ha pubblicato tutte le 4000 domande dalle quali saranno estratte quelle della prova d'esame, tra noi archeologi è scattata una gara a chi impara a memoria il maggior numero di risposte. In pratica, invece di valutare la cultura generale dei candidati se ne valuta la capacità di memorizzare il maggior numero di risposte esatte.
Insomma, farsa per farsa, la principale associazione professionale di archeolgi ha deciso di rispondere con ironia alle bizzarrie del ministero e domani (sabato mattina) alle 11, a piazza del Colosseo Palazzo Massimo alle Terme, organizziamo un archeotrivial, "Chi Vuol Essere Funzionario?", con ricchi premi e cotillons. Partecipate numerosi.






permalink | inviato da borgognoni il 12/12/2008 alle 13:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
7 dicembre 2008
Come fai a ricrea' l'egemonia culturale dellla sinistra?


Co' Sky!
Tolleranza Zoro - 16a puntata.



permalink | inviato da borgognoni il 7/12/2008 alle 14:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
5 dicembre 2008
Madama la marchesa
La Summer School è stata un successo. La nostra tv sta andando benissimo. Il Circo Massimo è stato un trionfo. Abbiamo vinto le elezioni in Trentino e in Alto Adige. Abbiamo gioito per la vittoria di Obama, perché qui qualcuno aveva intuito che era uno straordinario seme di futuro. Siamo risaliti di 4 punti nei sondaggi mentre Berlusconi ha cominciato a cadere. Insomma, tutto stava andando per il meglio.

Uno può anche stupirsi di certe parole, può linkare i brani più esilaranti di certe interviste, può commentarli con proccupazione o tenerezza, oppure riderci su. Ma per ricevere in sorte, secondo gli imperscrutabili disegni del destino o semplicemente per i capricci del caso, certe associazioni, be' per quello mi sa che devi essere l'eletto



permalink | inviato da borgognoni il 5/12/2008 alle 9:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
21 novembre 2008
Liberi nantes in gurgite vasto
Se proprio non vi piacciono i reality, provate con un verity show.
Su RedTv è iniziato Liberi Nantes, un programma che segue il campionato di una squadra di calcio formata da migranti forzati, altrimenti detti rifugiati. Sono ragazzi di ogni parte del mondo che sono dovuti fuggire dal proprio paese e che qui provano a riprendersi la propria vita. E tra gli aspetti di una vita c'è il calcio. Ovunque al mondo e anche qui. Niente nomination, niente televoto da casa; solo una squadra messa insieme con mille sacrifici, undici giocatori ognuno con la propria storia e i propri problemi fuori dal campo, un presidente con la passione, un allenatore pasticcere, e un campaccio di terra in periferia. Insomma, il calcio, quello vero.

Tutti i giovedi sera su RedTv, canale 890 di Sky, oppure www.redtv.it (per chi l'ha persa, la prima puntanta è qui, sotto il visore) ma soprattutto tutte le settimane sui campi di periferia.



permalink | inviato da borgognoni il 21/11/2008 alle 11:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
17 novembre 2008
Magari domani la vigilanza Rai sarà di nuovo il baluardo della democrazia, va' a sapere.
Siamo un Paese strano: si discute molto piu' della commissione di Vigilanza Rai, che pure e' un tema importante, ma lo e' certamente meno della crisi economica, che invece dovrebbe costituire il fuoco della riflessione di ogni partito politico. Walter Veltroni, 17 novembre 2008
Per una volta sono perfettamente d'accordo col segretario. Non mi importa molto di sapere come mai quello che ieri era un atto di regime sia diventato oggi una questione secondaria. Fa niente. Vorrei solo chiedere al segretario se posso definitivamente sgomberare le barricate qui in strada e congedare i partigiani o se magari tornano utili per la prossima dichiarazione.



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26 ottobre 2008
Parla con lui


La decima puntata di Tolleranza Zoro. Su YouTube e pure sulla Rai.



permalink | inviato da borgognoni il 26/10/2008 alle 1:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
25 ottobre 2008
Un giornale liquido
Stamattina, da buon militante, ho comprato l'Unità. Quella in minigonna. Allora, il formato è carino, piccolo, ben impaginato, con una grafica sobria e accattivante.
Solo che sembra un free-press.
Il che crea due problemi. Il primo: immaginate City con la quantità di notizie, di articoli e di editoriali di un giornale vero. Il risultato è che il primo numero è di 80 pagine. Forse sono troppe.
Il secondo: la forma condiziona l'aspettativa e la percezione del contenuto da parte del lettore. A quella veste grafica lì, noi tutti siamo abituati ad associare notizie veloci, con poca profondità di analisi e autorevolezza zero. Ecco - non so come dire - sarà per questo che leggevo l'intervista a Carlo Petrini e mi sembrava piena di banalità.



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22 ottobre 2008
Immaginate l'orrore
Come segnalano Gillioli e Cundari, l'idea del consigliere comunale già candidato sindaco a Roma della lista Grillo, Serenetta Monti, di aderire ad una manifestazione di Forza Nuova perchè i neofascisti "ci sono più vicini dell'attuale sinistra" ha suscitato qualche perplessità e un acceso dibattito tra i grillini. C'è chi è d'accordo, chi è sgomento, chi, semplicemente, imbarazzato.
Ma la cosa divertente è che siccome, comprensibilmente, non sanno che posizione prendere e soprattutto non sanno chi e in base a quale autorità debba farlo, il loro forum è tutto un fiorire di richieste di eleggere coordinamenti nazionali,  consigli direttivi, organizers che possano prendere legittimamente una decisione al riguardo.
I grillini stanno scoprendo - certo, piano piano - che l'unico modo per evitare che il primo che si sveglia la mattina decida di andare insieme ai nazisti, e quell'altro insieme agli anarchici, e quell'altro ancora a menare i cinesi, è dotarsi di strutture vere, di coordinamenti nazionali, direttivi regionali, di assemblee elette democraticamente. Cose così.
Stanno scoprendo di volere organismi e burocrazie elette dai militanti che li mettano al riparo da autonominati portavoce che parlano per conto proprio e per conto di tutti allo stesso tempo.
Stanno scoprendo insomma - immaginate con quale orrore - di voler diventare un partito.


Update: i grillini chiedono di pubblicare questa smentita. Non capisco bene cosa smentisca, ma intanto la linko.



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16 ottobre 2008
Gli economisti e gli astrologi


Sul Corriere della Sera Giovanni Sartori se la prende con gli economisti, cronicamente incapaci di prevedere le crisi finanziarie, e si chiede a cosa serva dunque una scienza incapace di fare previsioni sul futuro dell'oggetto che indaga.
Ora, io lo so che alla fine torno sempre lì e che sono anche piuttosto monotono, ma se Sartori avesse visto anche solo il primo episodio di West Wing avrebbe già la risposta alla sua domanda.



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13 ottobre 2008
Che gliene pare?
Il nuovo direttore di Nessuno Tv.
E ce ne sono diversi altri.

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12 ottobre 2008
Come la benzina
La BCE taglia il costo del denaro di mezzo punto. L'Euribor e le nostre rate a tasso variabile invece restano ferme lì

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Mutui tasso variabile

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7 ottobre 2008
Non sono lampadine
Ma ricordiamoci che nei nostri magazzini insieme a opere di grande valore spesso abbiamo cose normali, come le antiche lucerne. Sono lampadine, in fondo. Trattiamole come lampadine, senza inutile sacralità. Oppure le anfore: siamo pieni di anfore.
Umberto Broccoli. Sovraintendente ai Beni Culturali del Comune di Roma.


Per fortuna Rita Borioni si è presa la briga di spiegare al sovraintendente Broccoli quello che un sovraintendente dovrebbe sapere da solo, e cioè: non sono lampadine; sono documenti.
7 ottobre 2008
La scoperta dell'alba la facciamo un'altra volta
Pare che il vero obiettivo di Walter sia far slittare la partenza della manifestazione intorno alla mezzanotte, con comizio conclusivo per le 2.
A quel punto, ebbro di adrenalina, urlerà la propria opposizione al regime gridando “v’ho fregato, maledette spie russe. La notte bianca l’ho fatta lo stesso!”.


Da Fondazione Daje



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1 ottobre 2008
E lo scrive al Corriere
Walter Veltroni è preoccupato per le sorti della democrazia occidentale: "A preoccuparmi è questo, è una realtà che si sta incaricando di dimostrare che nel mondo il mercato può esistere anche senza democrazia o in presenza di democrazie deboli". Perfettamente d'accordo. Non saprei tuttavia cosa ne pensano al Corriere della Sera, cioè al giornale sul quale un giorno sì e uno no il professor Giavazzi ci ricorda che il mercato si regola da sé e sul quale l'esimio intima alla politica e alle sue regole democratiche di non intralciarne la marcia trionfale che tutti vediamo quotidianamente.



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28 settembre 2008
Paul Newman. 1925-2008



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27 settembre 2008
La prossima è: i terremoti aiutano i poveri
Dopo averci spiegato che il liberismo è di sinistra, oggi Giavazzi ci insegna che le crisi finanziarie e i licenziamenti sono una manna dal cielo.



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23 settembre 2008
Deve essere un mantra
Aspè, quand'è che l'ho già sentita, questa cosa che secondo i sondaggi siamo in salita?



permalink | inviato da borgognoni il 23/9/2008 alle 9:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
13 settembre 2008
Svolte epocali
Cundari scopre le delizie (e le croci) dei feeeedz



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