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18 luglio 2007
Il senso della misura


Candidandosi alle primarie del Partito democratico, Mario Adinolfi ha deciso di tenere un profilo basso con paragoni per nulla impegnativi: "Mi metto nudo davanti alla carroarmato, perché l'ho già visto fare ai miei coetanei che combattevano per la democrazia in un paese che democrazia non ne ha".
25 maggio 2007
Cattive impressioni
Maramaldeggia Luca Sofri in un post intitolato Rappresentanza:
Italiani sotto i 40 anni nel Comintern del Partito Democratico: 0
Italiani sotto i 40 in italia: 28.551.628
Dopodiché lancia un appello dagli stessi toni in cui sostiene che la mia generazione (quella dei trentenni o giù di lì) sarebbe ben rappresentata da Pierluigi Diaco, per il solo fatto -evidentemente- di essere nato negli anni '70.
Allora, se proprio dobbiamo fare i calcoli, e dare la giusta rappresentanza in base all'età, facciamoli per bene e togliamo da quei 28 milioni tutti i giovani tra i 0 e i 18 anni che sono circa 10 milioni. Si dia a questi ultimi la giusta rappresentanza e si eleggano in parlamento almeno una cinquantina di adolescenti brufolosi in rapresentanza degli studenti, e un altra cinquantina di bambini in rappresentanza dei lattanti e dei bambini delle elementari. A meno che vogliate sostenere che un trentenne sia rappresentativo di un cittadino che ha venti anni di meno. Non lo sostenete, vero? No, perchè è la stessa differenza di età tra voi quasi quarantenni e i sessantenni che negate vi possano rappresentare. Fuori i ragazzi dai vostri numeri, dunque. Poi si elegga almeno un altro centinaio di parlamentari che abbiano più di sessantacinque anni e che che siano pertanto rappresentativi della fascia di età compresa tra i 65 e i 100 anni che in Italia è composta da circa 11 milioni di persone.
Ai cittadini compresi tra i 40 e i 65 anni spettano invece poco più di 200 seggi, in rappresentanza dei 20 milioni di elettori appartenenti alla relativa fascia di età.
Infine, a voi tra i spettano quasi 200 seggi, in rappresentanza dei circa 18 milioni di cittadini compresi tra i 18 e i 40 anni. E state molto attenti, mi raccomando, ad assegnare una giusta quota dei posti che vi spettano anche ai ragazzi di vent'anni; non fate che tenete tutti i posti per voi che di anni ne avete quasi quaranta.
Ricapitolando, un parlamento di 600 deputati (per semplificare) sarà grosso modo così composto:
100 seggi a chi ha fino a 18 anni;
185 seggi a chi tra chi ha un'età compresa tra i 19 e i 40 anni,
205 seggi a quelli tra i 41 e i 65 anni,
110 seggi per gli ultrasessantacinquenni.
C'è qualche aggiustamento da fare, forse, ma grosso modo ci siamo.
Vi piacerebbe un parlamento così, o un partito formato su questi criteri? Bene, accomodatevi, perché questo è il risultato della follia che vorrebbe che a rappresentare una classe di cittadini fosse un criterio anagrafico invece che una capacità politica.
Seriamente, se mi si dice che un avvicendamento generazionale nella vita politica italiana è giusto e opportuno, sono perfettamente d'accordo; ma che l'età anagrafica debba essere il criterio privilegiato per sciegliere i nostri rappresentanti è semplicemente un'assurdità antipolitica. E' una logica del tutto insufficiente e illusoria, giacché i miei interessi, quelli che voglio vedere rappresentati dalla classe politica non sono contenuti nella mia età. Dove sta scritto che una persona di trent'anni sia necessariamente meglio rappresentata da un trentenne piuttosto che da un cinquantenne? E' una visione della politica, questa, che di politico non ha niente, perché gli interessi che io chiedo di rappresentare non sono anagrafici, ma appunto, politici. In una parola: non mi interessa quanti anni hai, mi interessa che tu rappresenti i miei interessi e le mie idee, e soprattutto mi interessa che tu sia capace di farlo.
La vorrei anch'io una classe di trentenni e quarantenni che spodestasse una classe politica anziana e bollita (come la definite). Ma deve saperlo fare in virtù della propria forza, del proprio carisma e della propria capacità di aggregare consenso; e se finora non l'ha fatto è forse anche perché queste idee nuove e questa capacità di aggregare semplicemente non ci sono. Gli appelli per le quote azzurre, invece, sapete che impressione danno? Danno l'impressione che stiate elemosinando un posto al sole dagli anziani invece di conquistarvelo, che stiate sbattendo i piedi per terra per avere ciò che non riuscite ad ottenere altrimenti. E poiché vi conosco e in molti casi vi stimo, mi dispiace vedevi fare questa figura. Le generazioni si fanno avanti così: scalzando i vecchi arnesi a gomitate, non implorando da essi corsie preferenziali.
Volete contare di più? Volete una fetta di potere? Benissimo: fatevi avanti e prendetevela, ma non in virtù della vostra età, in virtù delle vostre idee e delle vostre capacità. 

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permalink | inviato da borgognoni il 25/5/2007 alle 21:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
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