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4 agosto 2008
Come i bambini
La mia preferita è: "Walter ha avuto l'idea prima di D'Alema"
22 agosto 2007
Non faranno prigionieri
Prosegue la deriva sovietica dei veltroniani. Dopo Giovanna Melandri ("Veltroni è l’unico candidato che può guidare il Partito Democratico" e "Chi non appoggia Walter semina veleni"), oggi è la volta di Chiamparino secondo cui "Letta e Bindi sono scesi in campo solo per pesarsi"; mentre le innumerevoli liste che appoggeranno Veltroni (i Rutelliani per Veltroni, i Melandriani per Veltroni, i Fassiniani per Veltroni, i Veltroniani per Veltroni e chi più ne ha più ne metta) evidentemente no.
Nel frattempo La Repubblica da un paio di giorni, di fronte alle prime difficoltà dell'ex candidato unico, ha semplicemente messo il silenziatore al dibattito intorno alle primarie e si concentra piuttosto sul Partito della Libertà. Vedete voi.
Soprattutto però sconcerta una frase riportata da Monica Guerzoni sul Corriere di oggi e attribuita ad un fedelissimo del sindaco che ha chiesto l'anonimato: "Quando Veltroni avrà vinto, perché dovrebbe parlare con gli amici di Prodi e di Parisi?".
Ecco, tutto questo non lo dico per seminare veleni - giuro. Ma solo per unirmi al nostro politologo di riferimento, Francesco De Gregori, nel consigliare al sindaco di guardarsi dai suoi ultras, perché "a volte i veltroniani sono controproducenti".

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permalink | inviato da borgognoni il 22/8/2007 alle 12:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
12 luglio 2007
Lezioni di Veltronismo
Ieri sera alla festa dell'Unità c'era il consueto banchetto per la raccolta delle firme in favore del referendum elettorale. Tutte le volte che ci passo davanti spero sempre che uno dei volontari mi fermi per sollecitare la mia adesione e per darmi modo di manifestare la mia contrarietà con un lungo pippone politico. Purtroppo non succede mai; evidentemente i volontari intuiscono le mie intenzioni e non mi dicono niente. Loro mi ignorano e io me ne resto da solo e frustrato a sciorinare tra me e me lunghe e noiosissime argomentazioni contro l'antipolitica e contro il disegno veltroniano di governare l'Italia come governa Roma grazie alla legge elettorale che uscirebbe fuori da quel referendum, cioè con una maggioranza enorme di cui lui è unico garante e in ragione della quale l'unica politica possibile è non scontentare nessuno e dunque condannarsi all'immobilismo e alle feste del cinema.
Ieri sera però è successo qualcosa: forse avevo un'espressione più bonaria del solito, una camminata più conciliante, non lo so; fatto sta che finalmente mi hanno fermato: "Firmi anche tu per il referendum?"
Stavo per attaccare il pippone, ero pronto a ribattere a tutti i loro buoni argomenti, alla frammentazione dei partiti, all'esigenza di un sano decisionismo, insomma, ero sul punto di annientarli in un lungo confronto dialettico, quando ho avuto l'illuminazione. E con un sorriso grande così ho risposto semplicemente: "No. Lo sostengo, ma non firmo".
Non sono sicuro che abbiano còlto la citazione, però non hanno saputo che dire.

1 luglio 2007
Il peggio della sinistra.


Se abitate a Roma, avrete sicuramente visto questa cosa qui sopra. E' nata Sxnet.it , una nuova community molto web 2.0, integralmente user generated, eccetera eccetera.
A dispetto dell'immagine minimal e dello stile amatoriale, questi qui qualche soldino devono averlo, dal momento che hanno tappezzato Roma di manifesti 6x3 che proprio due lire non costano. E' chiaro che dietro c'è un progetto ben studiato, molto accattivante e per nulla naif: grafica minimal molto azzeccata, parole semplici e dirette, apertura ad ogni contributo amatoriale: è lo stile della politica light, un po' quello che avevo in mente quando scrissi quella cosa sulla maratona come metafora della democrazia postmoderna: un mondo costruito e modellato quanto quello a cui si oppone ma che si finge assolutamente autentico e alla portata di tutti.
Si presentano così: Sxnet.it è una community, totalmente interattiva, sentimentalmente di sinistra. E' user generated: dietro questa home c'è una griglia, i contenuti spettano a chi entrerà. Perché le idee non solo si scambino, ma nascano.
Figuriamoci se non mi fa piacere che la sinistra si rinnovi, trovi idee nuove per un mondo nuovo. E figuriamoci se non mi fa piacere che in questo processo venga coinvolta la cosiddetta società civile e chiunque faccia politica in maniera gratuita portando il proprio contributo di idee. Io stesso del resto, un archeologo che ha un piccolo blog e che ogni tanto ha scritto su Left Wing, non faccio niente di diverso.
Però.
Però in tutto questo ho trovato tre paroline che non mi lasciano per niente tranquillo. Non voglio dare giudizi prematuri, però questi qui si presentano dichiarandosi sentimentalmente di sinistra, che è forse la peggiore definizione che abbia mai sentito della mia parte politica. Essere sentimentalmente di sinistra: espressione perfetta per quella assurda deriva per la quale una parte della società ha fatto sì che la sinistra sia diventata uno stato d'animo e non un progetto politico. Se poi ci mettete che nel giro di una settimana la candidatura di Veltroni ha riaperto la strada alla sinistra fru fru, a Flores D'Arcais, a Furio Colombo che ora intende candidarsi alle primarie del Pd, e insomma ai Girotondi e a tutte quelle cose che grazie al cielo avevamo dimenticato, beh la preoccupazione rischia di diventare vera angoscia.
La sinistra come stato d'animo: esattamente quello che alla sinistra non serve.
20 aprile 2007
Leader e leaderini
Da sempre il Corriere della sera ama dettare i tempi e l'agenda alla politica, si sa.
Paolo Mieli ieri:
Oggi ancora non sappiamo chi possa capeggiare il nuovo partito e candidarsi alla guida del governo (un’idea ce l’avremmo, ma non spetta a noi dare questo genere di indicazione). Sappiamo in ogni caso che quel leader deve essere una sola persona — sottolineiamo: una sola persona— e che dovrà uscire allo scoperto nel giro di poche settimane.

Maria Teresa Meli oggi:
Sembra un paradosso, per un partito che dovrebbe sciogliersi per costruirne uno nuovo. «Tutti questi giochini — è il commento disincantato del viceministro dei Trasporti, Cesare De Piccoli — sono inutili. Nel Pd giocheremo tutti senza rete. E la vera questione è quella del leader: anche in una bocciofila si decide chi comanda. D'Alema e Fassino si nascondono sotto la foglia di Prodi perché hanno le loro legittime aspirazioni, e aspettano. Ma chi vuole scendere in campo, per esempio Veltroni, lo faccia, e presto... ».

Intanto lui, Veltroni, si lascia tirare per la giacchetta. Nelle prossime settimane si terrà defilato, c'è da scommetterci; ben attento a non esporsi, a non dire una parola che possa scontentare qualcuno. E pazienza se così facendo non darà alcun contributo alla costruzione del nuovo partito; anzi, se per caso tutto rischiasse di andare a puttane tanto meglio: sarà proprio quello il momento giusto per farsi avanti, per accreditare di sè l'immagine del salvatore che assume il peso della leadership, con grande sacrificio personale e per il solo bene del centro-sinistra, s'intende. Ma non aspettatevi di sentirlo intervenire prima. Se e quando verrà quel momento noi però lo sapremo il giorno prima quando, puntuale, arriverà un editoriale del Corriere ad implorarlo di scendere in campo per la leadership.
Ma intanto lui attende attende attende, e non fa nulla. Che è una cosa che gli riesce sempre benino, diciamo.

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permalink | inviato da borgognoni il 20/4/2007 alle 12:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
POLITICA
14 aprile 2007
La manifestazione spontanea e bella.
Gira e rigira, il lampione di Ponte Milvio è venuto giù. Bravi tutti.
E siccome poi di fronte alle gravi emergenze, tipo un monumento storico danneggiato, bisogna individuare le priorità, "appresa la notizia, il sindaco Walter Veltroni ha disposto che catene e lucchetti siano portati in Campidoglio, dove saranno conservati. Sul posto sono stati inviati i tecnici del Decoro urbano con l'incarico di conservare i lucchetti e le catene, diventate un simbolo della città e, soprattutto, un simbolo di amore".

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permalink | inviato da borgognoni il 14/4/2007 alle 13:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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