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9 agosto 2008
Quella cosa della tattica e della strategia
Ma soprattutto, non ha paura, Veltroni, che il suo rifiuto di convocare un congresso gli si ritorca contro alle prossime europee?
Quando tutto un partito ti chiede un congresso per discutere seriamente di una sconfitta, per valutare diverse opzioni politiche e scegliere democraticamente una linea politica, in un partito che di cognome si chiama democratico conviene davvero rispondere con le prese in giro?
Lo dico nell'interesse di Veltroni prima di tutto, perché il rischio che vede Parisi, che cioè le prossime elezioni europee possano diventare per il Pd “non solo un sostituto funzionale delle elezioni nazionali, ma addirittura un sostituto funzionale dei congressi di partito” è manifestamente serio e reale; anche perchè in un congresso puoi giocartela, puoi illustrare e difendere le tue scelte, convincere i delegati, eventualmente paventare il vuoto che ci sarebbe inveitabilmente dopo di te e la mancanza di serie alternative in campo.
Ma lasciare che tutto questo si svolga in sedi illeggittime e improprie, lasciare che le elezioni europee si carichino del ruolo di una resa dei conti - perchè fatalmente sarà così - con la seria possibilità di un un risultato addirittura inferiore a quel 34 per cento delle ultime elezioni, be' tutto questo  a me sembra un suicidio. Personale e per il partito.
9 agosto 2008
O tempora, o mores
Quarda tu se per trovare qualcuno che ragioni ci si deve attaccare ad Arturo Parisi.

Il problema è la schizofrenia che stiamo provocando nei nostri elettori. Da un lato alimentiamo la contrapposizione al berlusconismo, dall’altro non facciamo seguire alle nostre parole comportamenti conseguenti. Sì a una manifestazione, ma non subito; sì alle firme, ma non per il referendum. E invece Piazza Navona e referendum sul lodo Alfano dovevano essere un impegno del partito, non essere lasciati in esclusiva a Di Pietro quando va bene e quando va male al grillismo e all’antipolitica. Con noi organizzatori, in piazza non ci sarebbero stati né Grillo né Guzzanti. Non si possono eccitare gli animi e poi non incanalare questi sentimenti verso esiti governabili”.
Il resto, qui.
25 agosto 2007
Sovrumani silenzi
Succedono cose strane nel dibattito politico italiano: senza che avesse detto una sola parola politica concreta, Walter Veltroni aveva suscitato amplissimi consensi intorno alla propria candidatura; senza che avesse detto una sola parola politica concreta, intorno a Veltroni s'era acceso un dibattito - a tratti sgradevole - tra i suoi ultras e gli altri candidati.
Finché ha parlato di solidarietà, di giovani, di partecipazione, di società civile, di cultura e ultimamente anche di amore, è stato tutto un fiorire di applausi e commenti positivi. Interi partiti, società civile, e giornali hanno fatto a gara per sottolineare ogni sua parola e ogni suo gesto. In assenza di argomenti politici sul campo, Repubblica s'inventava perfino la celebrazione delle canzoni preferite del sindaco. Ogni occasione, insomma, era buona per commentare gesti e parole di Veltroni, comprese le sfide a biliardino in ciabatte alle Maldive.
Poi ieri mattina, su Repubblica, per la prima volta da quando si è candidato, il sindaco ha espresso una linea politica concreta e un orientamento strategico deciso (che in parte condivido, tra l'altro). Ebbene, solo Ciccio, sul suo blog, pare averlo notato. E sì che di sostanza stavolta ce n'è: nel Pd che ha in mente Veltroni le alleanze non si faranno in funzione della vittoria ma della effettiva coerenza di programmi, perché l'unità della coalizione a prescindere è un feticcio pericoloso, e se non consente di governare non fa il bene del paese; non bisogna vincere, bisogna governare
(insomma, meglio perdere che perdersi, motto che gli è sempre stato caro); il leader del partito, poi, sarà il candidato premier naturale della coalizione. E dunque: l'alleanza con Rifondazione non va bene; è sotto gli occhi di tutti -pare dire Veltroni- che non consente di governare bene (sarà contento Prodi, di questo giudizio). E poichè il segretario del Pd sarà anche il candidato premier della coalizione, il giorno dopo l'elezione si valutino (e si votino) alleanze alternative più solide e coese, anche a rischio di non vincere, e si vada al voto senz'altro.
Ebbene, possibile che per la prima volta da mesi Veltroni indica una linea politica chiara e una strategia concreta, e nessuno tra i suoi molti fans abbia ancora espresso un solo commento?
Lo dico perché onestamente sono molto curioso di sapere cosa ne pensano non tanto Prodi, Rifondazione, Rutelli e Casini (questo lo immagino da me), ma soprattutto tutta quella sinistra che lui stesso alimentò all'epoca del correntone e che oggi si era affrettata ad incoronarlo sognando il nuovo unificatore delle sinistre.

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permalink | inviato da borgognoni il 25/8/2007 alle 3:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
22 agosto 2007
Lo ius primae noctis no?
Walter Veltroni ha scritto una lettera aperta a Fassino e a Rutelli per dire che nel Partito Democratico non dovranno esserci correnti, che bisognerà mescolare le vecchie appartenenze politiche, valorizzare le energie vitali della società civile, dell'associazionismo, del volontariato, troppo spesso trascurate dalla politica; che al Partito Democratico dovrà contribuire il meglio del mondo sociale, intellettuale, civico, e che è urgente un rinnovamento generazionale. E soprattutto che "va contrastata anche la sola impressione che si intenda procedere alla scelta dei nuovi dirigenti attraverso pratiche di cooptazione, centralistiche e spartitorie".
Alzi la mano chi non è d'accordo. Come si fa a non essere d'accordo? E quindi:

"E’ in questo spirito che nei prossimi giorni mi permetterò di indicare, a chi nelle diverse realtà regionali si sta organizzando per sostenere la mia candidatura, un’ampia rosa di centinaia di nomi di personalità che rappresentino le qualità migliori della società italiana. Personalità autorevoli, indipendenti, la cui presenza, per le loro competenze, per la loro esperienza, per il loro impegno nella vita quotidiana del Paese e per la passione civile che le anima, è di vitale importanza per il successo della vera e propria rivoluzione democratica che il Pd intende rappresentare. E’ questo, per me, un punto decisivo, pregiudiziale: non potrò infatti sottoscrivere l’apparentamento a liste che non rispecchino tali caratteristiche di pluralismo, di innovazione e di apertura".

Cioè: poichè bisogna smetterla con le vecchie pratiche della cooptazione, i candidati alla costituente li scelgo direttamente io. La considero anzi una pregiudiziale, o così o niente.
Meno male che si chiama Democratico, il nuovo partito.

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permalink | inviato da borgognoni il 22/8/2007 alle 19:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
17 luglio 2007
YouTube, il copyright e la Rai


Mi è appena giunta una missiva con la quale mi si informa che da oggi la storiografia è priva dell'importante documento in cui Walter Veltroni annunciava a Fabio Fazio l'abbandono della scena politica "perché non si può fare politica a vita".

YouTube ha appena cancellato dai suoi server, su richiesta di "RAI Net", lo spezzone di "Che tempo che fa" in cui Veltroni annunciava che dopo il suo secondo mandato da sindaco avrebbe abbandonato la vita politica. Il filmato era visibile qui, dove ora campeggia una malinconica scritta: This video is no longer available due to a copyright claim by RAI Net

Il filmato in questione durava 55 secondi. 55 secondi. Durata che credevo ricadesse nel diritto di cronaca. Per inciso, su YouTube sono tutt'ora presenti numerosi filmati tratti da "Che tempo che fa" della durata anche di 20 minuti, evidentemente senza che "RAI Net" trovi nulla da ridire.
E sempre ammesso e non concesso che dietro a quel nome ci sia effettivamente la tv di stato, non trovate bizzarro che ad invocare la cancellazione di un filmato di 55 secondi per violazione di copyright sia la stessa azienda che produce Blob?


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permalink | inviato da borgognoni il 17/7/2007 alle 15:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa
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