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31 gennaio 2008
In effetti sembra scritta a posta
Meraviglioso esempio di eterogenesi dei fini: a legger bene, la legge sul diritto d'autore che consente la pubblicazione su internet di immagini e musiche coperte da diritto d'autore, purchè a bassa risoluzione o degradate, potrebbe sdoganare lo scambio di mp3.



permalink | inviato da borgognoni il 31/1/2008 alle 15:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
31 gennaio 2008
La democrazia che si organizza
Ci sono molte cose che non capisco della politica italiana. Tra queste quella che capisco meno è la battaglia per il ripristino delle preferenze nella legge elettorale.
Beninteso: io sono a favore, eh, non equivocate. Quello che mi lascia perplesso è il coro unanime che oggi dipinge il voto di preferenza come il cuore della democrazia, come il potere dei cittadini che scelgono in prima persona i propri rappresentanti, insomma, della democrazia diretta contro la casta.
Ora, quando non capisco le cose, di solito chiedo. E dunque domando a voi
: ma il voto di preferenza non lo avevamo abolito a furor di popolo quindici anni fa perchè favoriva le orrende pratiche clientelari della prima repubblica? Voi ve lo ricordate come funzionava, all'epoca della prima repubblica? Io ero piccolino, ma ricordo distitnamente che alla vigilia delle elezioni, la cassetta della posta e i portafogli della gente si riempivano di bigliettini elettorali, e a casa bussavano amministratori di condiminio, impiegati del municipio e dio sa chi altri che invitavano a dare la preferenza, tra le centinaia possibili, a quel signore lì che è amico nostro, o a quell'altro che ci facilita la pratica per il condono condominiale, e cose così. E in mezzo ad una lista di gente sconosciuta - comunque decisa dai partiti - uno finiva che votava per davvero quello lì perchè te lo avevano segnalato.
Poi c'è stata tangentopoli e abbiamo capito che le preferenze erano spesso lo strumento dei politici per crearsi delle clientele, e che quelle clientele favorivano la corruzione ad ogni livello.
E allora andammo tutti a votare al referendum, eliminammo le preferenze col 95% dei voti e Repubblica titolò, il giorno della vittoria dei sì, "Vince l'Italia pulita".
Bene, adesso mi spiegate come è successo che quello che quindici anni fa era un fattore di mala politica sia diventato oggi il simbolo della democrazia pulita e trasparente?
Attenzione, non sto dicendo che le preferenze siano brutte e cattive. Vorrei solo capire come è successo che improvvisamente siano diventate buone e belle e giuste, quando fino a ieri facevano schifo a tutti.
Si dirà che sono i cittadini a dover scegliere i propri rappresentanti, non i partiti. Torno a chiedervi una cosa: ma con il tanto rimpianto mattarellum i cittadini sceglievano qualcuno? Ma voi ve lo ricordate il mattarellum maggioritario e uninominale? Nel vostro quartiere ogni lista candidava una persona. Una. E se volevate votare quella lista dovevate votare per quello lì, messo lì nenache dal partito ma da una coalizione di una decina di partiti che si accordavano su un nome. Nel 1994 nel mio quartiere, se volevi votare per il Polo della libertà mandavi Cesare Previti in Parlamento, perchè così avevano deciso. Era un sistema migliore di quello attuale? Era più "democratico"? Eppure quel sistema diventò il simbolo della nuova èra, della politica che torna ai cittadini dopo gli abusi di potere della prima repubblica proporzionale con le preferenze. Bizzarro, no?
Quello che voglio dire è che i sistemi elettorali in sè non sono simboli di niente, non sono più o meno democratici in sé, e
reintrodurre le preferenze non riconsegnerà automaticamente tutto il potere al popolo.
A rendere migliore e più trasparente la politica italiana non possono che essere i cittadini, che si organizzano in strutture democratiche, nelle quali ci si confronta e si elaborano proposte politiche, gruppi di cittadini capaci di aggregare consenso, di formare e selezionare una classe dirigente che sarà sottoposta al voto dei cittadini che li sceglieranno oppure no. So di non essere in linea con lo spirito dei tempi, ma queste cose nel mondo democratico si chiamano partiti.



permalink | inviato da borgognoni il 31/1/2008 alle 10:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
30 gennaio 2008
"Un giudice corrotto che ha costruito un'intera storia su un pentito volgare"


Totò Cuffaro
chiede a Santoro di posticipare la puntata di AnnoZero che lo riguarda per avere modo di parteciparvi. Al rifiuto del conduttore, Cuffaro replica ironico: "Forse il presidente del tribunale di Annozero preferisce processarmi in mia assenza per evitare di ripetere la figuraccia mediatica che ha subito nel mio precedente intervento nella sua trasmissione".

Strano. Perché io di figuracce da Santoro me ne ricordo altre.



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29 gennaio 2008
Yael Naim - New Soul


A quanto pare da un po' di tempo riscuote un certo successo una categoria di cantanti ben precisa: sono ragazze giovani, cosmopolite, si accompagnano spesso al pianoforte, e fanno musica insieme facile e sofisticata. Prima fu la volta di Tori Amos, poi di Regina Spektor, poi ancora di Katie Melua con Nine Million Bicycle. Ora è il momento di Yael Naim, metà francese e metà israeliana, che è su tutte le radio con questa canzone qui, beatlesiana e postmoderna (non a caso è stata scelta dalla Apple per lo spot del Macbook Air).
E siccome dopo averla ascoltata una volta non potrete non canticchiarla anche voi, eccovi il testo.

Yael Naim - New Soul

I'm a new soul I came to this strange world hoping
I could learn a bit about how to give and take.
But since I came here felt the joy and the fear
finding myself making every possible mistake

la-la-la-la-la-la-la-la...

I'm a young soul in this very strange world hoping
I could learn a bit about what is true and fake.
But why don't please trying to comunnicate finding
just that love is not always easy to make.

la-la-la-la-la-la-la-la...

This is a happy end cause' you don't understand
everything you have done why's everything so wrong.
This is a happy end come and give me your hand
I'll take your far away.

I'm a new soul I came to this strange world hoping
I could learn a bit about how to give and take.
But since I came here fellt the joy and the fear
finding myself making every possible mistake

la-la-la-la-la-la-la-la...

la-la-la-la-la-la-la-la-la-la....




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28 gennaio 2008
Il contrario della politica
Democratico non è affatto il nome con il quale ci si sbarazza del maggior numero di questioni possibili, per rimetterle lavandosene le mani ora alla coscienza morale, ora alla competenza tecnica, ora all’agente economico – tutti soggetti che, si badi bene, possono fra loro confliggere anche aspramente, ma almeno in una cosa sono concordi: nel pretendere, cioè, e nel ricercare l’irresponsabilità politica. Ma democratico è proprio il contrario: è il nome con il quale ci si occupa del maggior numero di questioni possibili compatibilmente con il fatto che tali questioni sono di tutti e insieme di ciascuno, di tutti insieme e di ciascuno per sé. Nell’intersezione, nell’incrocio di queste due dimensioni. Non dell’una sola, o solo dell’altra. Non dell’una sola, a scapito e a danno dell’altra.

Il testo dell'intervento del nostro filosofo di riferimento al convegno di Italianieuropei. Sul rispettivo sito e pure su Leftwing.



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28 gennaio 2008
Giusto il tempo di far cadere il governo
Napoli, il pm chiede la revoca degli arresti di Sandra Mastella



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25 gennaio 2008
Italianieuropei
Tra alcune ora, precisamente alle 14,30 di sabato 26 gennaio, noialtri saremo tutti quanti qui. Ecco, se proprio non potete venire, potrete però assistere alla diretta web da questa pagina.



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21 gennaio 2008
Crisi


Gli arrestano la moglie e lui fa cadere il governo. Avevano ragione gli psicologi britannici: oggi è la giornata più deprimente dell'anno.




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21 gennaio 2008
Io ballo da solo
Quando c'è un aggiornamento di Leftwing come quello di oggi, uno non sa davvero cosa segnalare. Se concentrarsi sul solipsismo di Veltroni contro i velociraptor, o sulla solitudine del leader, o ancora sulle correnti di partito senza il partito. Per non parlare del sacrificio di chi si è immolato alla causa leggendo al posto vostro (che certo non l'avreste fatto comunque) l'ultimo saggio di Marco Follini.
E allora facciamo così: leggeteveli tutti e poi mi dite voi.



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19 gennaio 2008
Signori, questo è un gigante


Elio Mastella, il figlio di Clemente, risponde ad Alessandro Sortino delle Iene. Standing ovation.



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16 gennaio 2008
Paradossi tecnologici


1. E' troppo grande.
2. E' troppo piccolo.
Proprio così. E' insieme troppo grande e troppo piccolo: che me ne faccio di un computer che sia sì sottile e leggero come un giornale, ma che di un giornale abbia anche l'ingombro?
Quando farete qualcosa che somigli ad un quaderno, che insomma sia piccolo e portatile per davvero ne riparleremo. Non prima.
Fino ad allora, c'è questo qui che basta, avanza e costa sei volte di meno.




permalink | inviato da borgognoni il 16/1/2008 alle 19:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
16 gennaio 2008
Guarda te se mi tocca difendere il Papa.
Definire il Papa il sovrano assoluto di uno stato teocratico fa certamente il suo bell'effetto, non c'è che dire. Tecnicamente, poi, l'affermazione non è neanche contestabile; per cui sì, è vero: il Papa è il dittatore di uno stato teocratico istituzionalmente fermo al medioevo.
Tutto vero. Certo, con argomenti simili uno potrebbe giudicare poco invidiabile anche la condizione dei sudditi di un paese in cui le figure del monarca e del capo della chiesa coincidono nella persona di sua maestà la regina Elisabetta. Sfera istituzionale e sfera religiosa incarnate dalla stessa persona. Una cosa medievale, per l'appunto.
Ma il Regno Unito è una monarchia costituzionale, si dirà; certo. E la regina ha un potere limitatissimo, certo.
Ecco, col Papa è più o meno la stessa cosa: il Papa non ha alcun potere reale: non ha un esercito, non ha un esecutivo in grado di far rispettare i suoi ordini, non ha territorio, non ha risorse naturali, industrie, non produce niente. Il suo potere è di fatto inesistente.
Ha invece una grande auctoritas. Che gli deriva dal piccolo particolare che un miliardino di persone in tutto il mondo riconoscono in lui una guida spirituale e morale, oltre che il vicario di Cristo sulla terra. Le sue parole sono pertanto tenute in una certa considerazione da molti cittadini di molti Stati.
Ciò potrà non piacere (a me per esempio non piace) ma è un fatto. Negare questo fatto non farà sparire dalla faccia della terra quel miliardo di persone che voi considerate stupide.
Si dà anche il caso che il Papa che attualmente governa la Chiesa di Roma sia anche un pensatore di un qualche spessore, o che per lo meno sia ritenuto tale (sempre da quel miliardo di cretini e da alcuni altri). Vogliamo negare che una persona cosi abbia una certa rilevanza culturale? Ora, senza perdere tempo coi cretini dei collettivi, ché quello è fiato sprecato, è per questo che mi stupisce molto che a rifiutarsi di dialogare con un loro pari sia un certo numero di professori universitari, di scienziati e di letterati; di gente che, insomma, il dialogo e il confronto ce l'ha tra i ferri del mestiere. E ancora di più mi stupisce che il motivo del gran rifiuto sia stato il fatto che il Papa abbia messo in discussione la figura di Galileo e le certezze della scienza, giacchè lo hanno fatto prima di lui pensatori di ogni tipo, da Feyerabend, per l'appunto, a Gianni Vattimo. Per dire. Si tratta di turpi reazionari? Di persone con cui non discutere in nome della laicità? Andiamo. Un rifiuto a discutere e ad ascoltare tutto è tranne che laico, e l'unico risultato ottenuto è stato quello di far passare un reazionario oscurantista come il martire della libertà. Contenti?
E siete sicuri poi che negare la rilveanza culturale del Papa, rifiutarne l'ingresso in un'università, rifiutarsi di ascoltarlo, sia un buon servizio alla scienza e alla cultura?
No perchè, io ho sempre creduto che la scienza a la cultura si nutrissero di dialogo, di confronto e di contrapposizioni, e che solo in questo modo la scienza e la cultura siano progredite.
Comprendo benissimo, credetemi, che per un uomo di scienza sia difficile dialogare con chi ritiene che la propria visione del mondo sia la verità rivelata (e che crede sia giusto che vi si uniformino anche tutti gli altri): ché la scienza invece non dà mai nulla per acquisito una volta per sempre (chè altrimenti non è scienza, è dogma) e proprio in questo consiste la sua forza: nel mettere in discussione continuamente le proprie acquisizioni. Questo è quello che la scienza ha sempre fatto: dubitare e progredire; dubitare perfino di se stessa, perfino di Galileo. E questa "debolezza" è sempre stata la sua forza.
Ho sempre creduto, insomma, che la scienza fosse antidogmatica per sua natura, perfino nella definizione di se stessa. E che non fosse essa stessa un dogma.
Così almeno credevo; magari sbagliavo io, neh.



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14 gennaio 2008
Come alle feste dei 18 anni. Ma al contrario.
Dicono che col tempo si invertono un po' i ruoli tra figli e genitori. Non saprei. So però che ho appena accompagnato mio padre alla fermata dell'autobus. Va a vedere Tosca al Teatro dell'Opera insieme al suo amico Enrico. Poi li andrò a riprendere in macchina alle undici e mezza, sperando che non si bevano la vodka al melone, come invece facevo io.



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12 gennaio 2008
A Dio spiacente e a’ nemici sui
Eppure la sovrapposizione tra Veltroni e il Piccolo principe non riesce mai a combaciare del tutto. Non è lui, piccolo principe solitario intento a innaffiare l’unica rosa di un lontano pianeta, il Perseo calviniano preso a modello da Veltroni. Non è quello l’eroe capace d’insegnargli a volare oltre la palude delle trattative di corrente, sfuggire allo sguardo paralizzante dell’apparato, decapitare senza pietà la Gorgone dei gruppi dirigenti. A farlo, come scriveva Calvino e come ripete da anni Veltroni, togliendo peso, alleggerendo, lavorando per sottrazione. E nell’arte di sottrarre – ma soprattutto di sottrarsi – Veltroni non è secondo a nessuno.

Se il sindaco di Roma non se la passa bene, il segretario del Pd sta anche peggio. Sul Foglio di oggi Francesco Cundari spiega perché Veltroni aspetta, aspetta e ancora aspetta.



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12 gennaio 2008
Date retta


E' uno normale.



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11 gennaio 2008
I shoulda learned to play the guitar


Da molti mesi il mio coinquilino si sta preparando per i prossimi campionati di Air Guitar; si esercita anche diverse ore al giorno, prova e riprova le scale più impegnative e i passaggi più delicati del suo repertorio. Si impegna molto, insomma; e con eccellenti risultati, devo dire. Figuratevi dunque la sua gioia nello scoprire che gli organizzatori hanno messo a disposizione una air guitar gratuita per chiunque la voglia. Basta riuscire a capire dov'è quella strada lì.

via catastrofe



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10 gennaio 2008
Deve essere una macumba
Aggiornamento Mac: è andato a puttane anche l'iPod



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9 gennaio 2008
Effetto Scalfarotto
La blogosfera italiana tifa compatta per Barack Obama. Per Hillary Clinton non potrebbe esserci migliore garanzia di vittoria.




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9 gennaio 2008
Frenare gli entusiasmi
Certamente oggi è già tardi per farlo notare, ma volevo lo stesso ricordare agli obamiani nostrani e ai titolisti dei giornali italiani i risultati dei primo turno delle primarie nel 1992: il caucus dell'Iowa fu allora vinto da Tom Harkin, Bill Clinton arrivò quarto con il 3% dei voti. Ripeto: 3%.
Per dire: l'incidenza del caucus dell'Iowa sul risultato finale.
Tom Harkin. Qualcuno di voi si ricorda più di questo nome? Ecco, appunto.
Insomma, fossi stato in voi ci sarei andato piano con i caroselli.



permalink | inviato da borgognoni il 9/1/2008 alle 13:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
8 gennaio 2008
Senza polemica


Così, solo per farvelo sapere: dopo un anno di utilizzo, questo è lo stato del mio macbook:
- La tastiera è diventata gialla.
- Il tasto "2" è saltato.
- Altri stanno per farlo.

- La batteria dura venti minuti e mi molla senza peravviso.
- Il tasto del trackpad non funziona più.
- Il lettore non legge più i cd (neanche quelli nuovi e originali); legge solo i dvd.
- I blocchi di sistema sono in media uno al giorno.

Che poi io sia stupido e stia meditando di cambiarlo per prenderne un'altro uguale, be' questo è un altro discorso.



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8 gennaio 2008
Non si interrompe un'emozione
Comincio a capire perchè Sarkozy piace tanto ad una certa sinistra italiana: pare che le president voglia eliminare la pubblicità dalla tv pubblica e aumentare le tasse sugli spot dei canali privati.




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6 gennaio 2008
Puntare tutto sulla sconfitta
Dice Veltroni: “Immaginiamo di applicare il sistema tedesco, e supponiamo che alle prossime elezioni il Pd prenda il 32 per cento e la sinistra radicale il 9 per cento. Per arrivare a una maggioranza, dovremmo fare un accordo al centro: saremmo al paradosso di avere uno schieramento che va non più solo da Bertinotti a Mastella, ma si estende da Bertinotti a Casini”. E conclude: “Come facciamo a governare, con coalizioni persino più eterogenee di quelle attuali?”. Nemmeno lo sfiora, evidentemente, l’idea che in un caso del genere, raccogliendo tutto il centrosinistra poco più del 40 per cento e il centrodestra poco meno del 60, il problema di come governare non si porrebbe a lui.

Il resto su Left Wing



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5 gennaio 2008
Prossimo punto?


Ovviamente la Mae* non è l'unica malata. Io, per esempio, se penso alle primarie americane, penso a questa scena qui.



permalink | inviato da borgognoni il 5/1/2008 alle 0:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
4 gennaio 2008
Suggerisci una riforma elettorale a caso
In effetti deve essere andata proprio così.



permalink | inviato da borgognoni il 4/1/2008 alle 2:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
3 gennaio 2008
Sono in buona compagnia
Vedo che l'uscita di ieri di Franceschini non ha lasciato perplesso solo me.
Da Repubblica, l'intervista di Massimo D'Alema:
"Abbiamo fatto vertici tra di noi, consultazioni con gli alleati, incontri con gli avversari. Veltroni ci ha consultato tutti, e alla fine ha messo in campo la sua proposta, il cosiddetto Vassallum, un proporzionale misto che incrocia il modello tedesco e quello spagnolo. Su quella base il Parlamento ha cominciato a discutere, mentre in Commissione va avanti il dibattito sul rafforzamento dei poteri del premier e sulla sfiducia costruttiva. Insomma, la macchina si è messa in moto. Non è detto che si arrivi al traguardo, ma una strada da seguire è stata individuata, e sulla base di quella strada si cerca di andare avanti. E adesso, all'improvviso, si ricomincia a parlare di sistema francese, e addirittura di presidenzialismo. Domando, con tutto il rispetto: siamo impazziti? Che credibilità abbiamo con i nostri interlocutori? E che messaggio arriva all'opinione pubblica?".



permalink | inviato da borgognoni il 3/1/2008 alle 12:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
3 gennaio 2008
Sta diventando impegnativo
All'inizio erano i newsgroup. Poi fu il blog, e poi Flickr e YouTube; molto più tardi anche Twitter. Ecco, adesso ci mancava solo il tumblr. Essere 2.0 comincia ad essere un lavoro.



permalink | inviato da borgognoni il 3/1/2008 alle 1:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
2 gennaio 2008
Le idee chiare
Allora, proporzionale con sbarramento al 5%, doppio turno alla francese; poi, elezione diretta del Presidente, ma anche  - perchè no? - il modello del Sindaco d'Italia. E ancora: "rafforzamento del ruolo di guida del Paese attraverso l'elezione diretta, bilanciato da un Parlamento forte con poteri veri"
Non so voi, ma io Franceschini comincio a far fatica a seguirlo.




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