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POLITICA
28 dicembre 2012
Una cosa davvero importante. Matteo Orfini
Forse sapete che domenica prossima ci sono le primarie per i parlamentari del Pd. Cosa sono? Sono il modo in cui il Partito democratico ha deciso di scegliere i propri parlamentari correggendo da sé quello che il centrodestra non ha voluto correggere: il porcellum che non permette ai cittadini di scegliere i parlamentari. Molto semplicemente, Bersani ha mantenuto la promessa: "Se non ci fanno cambiare la legge elettorale noi faremo comunque scegliere i parlamentari agli elettori con le primarie". E quindi eccole qui. A Roma si vota domenica 30 nei seggi che trovate sul sito. Possono votare gli iscritti al Pd e chi ha votato alle primarie di un mese fa. Ricordatevi di portare un documento, la tessera elettorale, il certificato di elettore del centrosinistra che vi hanno rilasciato la volta scorsa, e due euro (sì, la democrazia ha un costo). Se il certificato elettorale ve lo siete perso o se l'avete usato come sottobicchiere probabilmente potrete votare lo stesso, visto che il vostro nome è negli elenchi, ma se potete portate il certificato, renderete la mattinata del volontario al seggio un poco meno faticosa.

Io sono a Roma e voterò Matteo Orfini per un sacco di buone ragioni la prima delle quali è che è una brava persona. La seconda è che è la persona che in questi anni difficili si è occupata dei temi che più mi stanno a cuore - i beni culturali e le professioni della cultura – meglio di tutti e con migliori risultati.

L’altro motivo è che scegliere Orfini è probabilmente il modo migliore per superare l’equivoco italiano degli ultimi vent’anni: quello per cui ad occuparsi dei problemi dovremmo mandare solo quelli che hanno competenze specifiche in una materia anche se non rappresentano nessuno, in omaggio all’assunto secondo cui, dato un problema, esiste uno e un solo modo di risolverlo, e compito dei politici sarebbe quello di applicare le ricette precostituite e confezionate dai tecnici. Siccome io sono invece affezionato a un’idea di politica e di democrazia per cui le soluzioni dei problemi non sono mai neutre, e soprattutto all’idea che a scegliere la soluzione da adottare siano i cittadini, sono molto felice di poter votare una persona che abbia competenza specifica ma che insieme sappia anche rappresentare degli interessi – sissignore: interessi – del mondo della cultura e dei lavoratori dei ben culturali. Che è poi quella cosa che si chiama politica. 

Matteo Orfini ha entrambe le cose: competenza specifica dei problemi del mondo della cultura, occupandosene da quindici anni, e capacità di ascoltare e rappresentare politicamente il mondo dei lavoratori della cultura. Di questi tempi è il miglior modo per ridare alla politica la dignità che merita.
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