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Non faranno prigionieri

Prosegue la deriva sovietica dei veltroniani. Dopo Giovanna Melandri ("Veltroni è l’unico candidato che può guidare il Partito Democratico" e "Chi non appoggia Walter semina veleni"), oggi è la volta di Chiamparino secondo cui "Letta e Bindi sono scesi in campo solo per pesarsi"; mentre le innumerevoli liste che appoggeranno Veltroni (i Rutelliani per Veltroni, i Melandriani per Veltroni, i Fassiniani per Veltroni, i Veltroniani per Veltroni e chi più ne ha più ne metta) evidentemente no.
Nel frattempo La Repubblica da un paio di giorni, di fronte alle prime difficoltà dell'ex candidato unico, ha semplicemente messo il silenziatore al dibattito intorno alle primarie e si concentra piuttosto sul Partito della Libertà. Vedete voi.
Soprattutto però sconcerta una frase riportata da Monica Guerzoni sul Corriere di oggi e attribuita ad un fedelissimo del sindaco che ha chiesto l'anonimato: "Quando Veltroni avrà vinto, perché dovrebbe parlare con gli amici di Prodi e di Parisi?".
Ecco, tutto questo non lo dico per seminare veleni - giuro. Ma solo per unirmi al nostro politologo di riferimento, Francesco De Gregori, nel consigliare al sindaco di guardarsi dai suoi ultras, perché "a volte i veltroniani sono controproducenti".

Pubblicato il 22/8/2007 alle 12.37 nella rubrica Diario.

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