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Sovrumani silenzi

Succedono cose strane nel dibattito politico italiano: senza che avesse detto una sola parola politica concreta, Walter Veltroni aveva suscitato amplissimi consensi intorno alla propria candidatura; senza che avesse detto una sola parola politica concreta, intorno a Veltroni s'era acceso un dibattito - a tratti sgradevole - tra i suoi ultras e gli altri candidati.
Finché ha parlato di solidarietà, di giovani, di partecipazione, di società civile, di cultura e ultimamente anche di amore, è stato tutto un fiorire di applausi e commenti positivi. Interi partiti, società civile, e giornali hanno fatto a gara per sottolineare ogni sua parola e ogni suo gesto. In assenza di argomenti politici sul campo, Repubblica s'inventava perfino la celebrazione delle canzoni preferite del sindaco. Ogni occasione, insomma, era buona per commentare gesti e parole di Veltroni, comprese le sfide a biliardino in ciabatte alle Maldive.
Poi ieri mattina, su Repubblica, per la prima volta da quando si è candidato, il sindaco ha espresso una linea politica concreta e un orientamento strategico deciso (che in parte condivido, tra l'altro). Ebbene, solo Ciccio, sul suo blog, pare averlo notato. E sì che di sostanza stavolta ce n'è: nel Pd che ha in mente Veltroni le alleanze non si faranno in funzione della vittoria ma della effettiva coerenza di programmi, perché l'unità della coalizione a prescindere è un feticcio pericoloso, e se non consente di governare non fa il bene del paese; non bisogna vincere, bisogna governare
(insomma, meglio perdere che perdersi, motto che gli è sempre stato caro); il leader del partito, poi, sarà il candidato premier naturale della coalizione. E dunque: l'alleanza con Rifondazione non va bene; è sotto gli occhi di tutti -pare dire Veltroni- che non consente di governare bene (sarà contento Prodi, di questo giudizio). E poichè il segretario del Pd sarà anche il candidato premier della coalizione, il giorno dopo l'elezione si valutino (e si votino) alleanze alternative più solide e coese, anche a rischio di non vincere, e si vada al voto senz'altro.
Ebbene, possibile che per la prima volta da mesi Veltroni indica una linea politica chiara e una strategia concreta, e nessuno tra i suoi molti fans abbia ancora espresso un solo commento?
Lo dico perché onestamente sono molto curioso di sapere cosa ne pensano non tanto Prodi, Rifondazione, Rutelli e Casini (questo lo immagino da me), ma soprattutto tutta quella sinistra che lui stesso alimentò all'epoca del correntone e che oggi si era affrettata ad incoronarlo sognando il nuovo unificatore delle sinistre.

Pubblicato il 25/8/2007 alle 3.47 nella rubrica Diario.

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