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Un diessino che sostiene Enrico Letta

Insieme ad alcune persone iscritte come me ai Ds di Roma, nei giorni scorsi ho firmato un appello in sostegno della candidatura di Enrico Letta alle primarie del Partito Democratico. Potete leggerlo qui.
Le ragioni della scelta sono insieme di merito e di metodo. Ho provato a spiegarne alcune qualche settimane fa. Qui voglio solo aggingere e ribadire alcuni punti:

Al Partito democratico serve una competizione vera.
La candidatura di Walter Veltroni ha avuto l'enorme merito di rivitalizzare la fase costituente del PD, ma nel farne il proprio candidato "ufficiale" i Ds sono stati vittime di un equivoco secondo cui senza avversari e senza competizione si ottiene una vittoria piu facile e una legittimazione piu piena. E' tutto il contrario, ovviamente. Solo una competizione vera potrà coinvolgere e far partecipare alle primarie un numero persone adeguato alla sfida che ci samo proposti, quella di creare un partito grande, plurale e a vocazione maggioritaria. Solo un confronto aperto e leale può fare emergere idee e contributi decisivi per la fase costituente di un partito realmente nuovo, vasto e plurale.
E poiché la prima sfida di questo partito non è nominare il futuro premier ma coinvolgere nelle primarie il più alto numero di cittadini, ogni contributo e ogni candidatura capaci di generare idee e di aggregare consenso e partecipazione è per un partito che sta nascendo un arricchimento prezioso, una risorsa in più, non in meno.

La candidatura di Enrico Letta può in questo senso portare al Partito democratico non solo l'esperienza di una classe dirigente moderna, aperta e giovane, ma può coinvolgere in questa costituente parti della società italiana che non si sentono rappresentate dal candidato "ufficiale" delle segretierie dei partiti, e che vedono anzi nella richiesta "a tutto il partito" di appoggiare Veltroni il contrario di quella "mescolanza" tanto invocata; che vedono in tutto questo il perpetuarsi di logiche che non funzionano più e che non vorremmo portarci dietro nel nuovo partito; di quella parte della società che nel fondare un nuovo partito guarda alla concretezza dei progetti politici e alla competenza dei propri rappresentanti piuttosto che alle vecchie appartenenze di partito.
E poiché il secondo compito di questa fase costituente è quello di dare al Pd un indirizzo politico moderno, coerente e realmente riformista, non c'è miglior candidato, credo, di chi ogni giorno al governo si confronta col compito di modernizzare la società italiana, e ha dato prova di saperlo fare con preparazione ed equilibrio attraverso le liberalizzazioni, la riforma delle pensioni, l'accordo sul welfare.

Poi: in un partito moderno, orgoglioso di chiamarsi Democratico, il confronto politico va fatto alla luce del sole.
Le piccole e grandi lotte sottotraccia che in questi anni hanno caratterizzato i Ds sono state un freno al rinnovamento e all'azione politica. Averle tenute chiuse dentro le segreterie senza farle mai uscire allo scoperto e deflagrare in un dibattito pubblico è stato un errore che ha limitato i Ds e la loro capacità di decidere e di incidere. Riproporle oggi in un partito nuovo sarebbe come partire con il freno a meno tirato.

Senza la scelta di Enrico Letta, di Rosy Bindi e degli altri candidati difficilmente avremmo visto il confronto tra opzioni politiche differenti, tra metodi e punti di vista diversi ma complementari che oggi arricchiscono e creano il dibattito e che dal 15 ottobre, non dimenticatelo mai, saranno un patrimonio a disposizione di tutto il partito. Metodi, punti di vista e temi politici che ogni giorno si misurano nell'azione di governo e che nel caso di Enrico Letta si chiamano meritocrazia, innovazione, rinnovamento (anche) generazionale.

Proprio per questo credo che la candidatura di Enrico Letta sia un vantaggio anche per Walter Veltroni, perché un dibattito è sempre più ricco e utile di un monologo; perché grazie a questa scelta il dibattito può arricchirsi di temi, esperienze e idee che altrimenti difficilmente avrebbero potuto contribuire ad indirizzare il nuovo partito.
Chi legge la candidatura di Enrico Letta e l'appoggio che molti Ds gli danno come un intralcio a Walter Veltroni temo non abbia compreso fino in fondo il valore di questa fase costituente. Fase che non può limitarsi ad incoronare un segretario ma che ha il dovere ben più alto e decisivo di elaborare per un partito veramente nuovo indirizzi, metodi, strategie, progetti politici concreti e moderni. Cose che in un partito democratico si ottengono con il confronto, con il dibattito, con la competizione e con la sintesi. Diversamente quello che sta per nascere non sarebbe un partito a vocazione maggioritaria ma unanimista, cioè la degenerazione peggiore di quel consenso e di quell'unità che invece tutti noi dobbiamo ricercare. Ripeto: anestetizzare le differenze per avere un consenso vasto e fittizio è gioco illusorio. Rinunciare al confronto tra opzioni politiche differenti in nome dell'appoggio al candidato "ufficiale" non lo rafforza. Al contrario, lo indebolisce, lo priva (e priva il dibattito politico del partito) della possibilità confrontarsi e di arricchire se stesso e il partito del contributo delle voci più moderne e di creare un percorso comune e condiviso. La diversità arricchisce, e nessuno lo sa meglio di Veltroni.
Noi non siamo qui per sabotare un'elezione ma per contribuire alla sua legittimazione e per arricchirla. Perchè dal 15 ottobre saremo membri e militanti dello stesso partito, sostenitori dello stesso segretario chiunque egli sia. Noi lo sappiamo bene, voi non dimenticatelo.
 

Per queste ragioni, da iscritto ai Ds, sostengo Enrico Letta a segretario del Partito democratico; per la competenza e la preparazione dimostrate nell'azione di governo, per la modernità che ha ispirato le scelte sulle liberalizzazioni, sul welfare e sulle pensioni; perché mette in campo energie nuove, moderne e realmente consapevoli delle sfide che ci attendono e degli strumenti con cui affrontarle; perché la sua idea di società è anche la mia: dinamica, meritocratica, solidale e giusta.

Pubblicato il 4/9/2007 alle 15.58 nella rubrica Diario.

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