Blog: http://Borgognoni.ilcannocchiale.it

Casa nostra

"Noi non siamo i coraggiosi dei Ds che hanno scelto di appoggare Enrico Letta contro le indicazioni dello stato maggiore del partito, siamo piuttosto degli ingenui che hanno preso sul serio le primarie del Partito democratico". In frasi come questa, che ho sentito ieri da un compagno della sezione dei Ds Centro Storico che accoglieva e abbracciava Enrico Letta, c'è molto di quello che vorrei scrivere per commentare l'incontro di ieri. E c'è molto di quello che penso della sua candidatura e che ho già provato a spiegare qui e qui.
Ieri sera Enrico Letta è stato semplicemente splendido. E' arrivato, ha ascoltato le domande dei cittadini, le speranze e i progetti per questo partito, e ha risposto ad ognuno con parole chiare, limpide, inequivocabili. Lui. Idee fresche, nuove, ma forti dell'esperienza di governo e della concretezza che è richiesta a chi ogni giorno si confronta con i problemi reali del paese. E che intende modernizzarlo facendo delle scelte chiare, sull'energia, sul lavoro, sulle pensioni; che non ha paura di scelte di campo nette e ovvie a tutti e che invece candidati pure ben più piazzati esitano a fare pubblicamente; per dire: "Il Pd starà nel centrosinistra e non possiamo far finta di non vedere che in Europa il Pse è il cuore e il centro di questo schieramento. È la famiglia di riferimento a cui guardiamo. Poi andrà allargata e riformata da dentro perché le famiglie europee non devono avere i piedi nel passato ma devono guardare al futuro".
La prima cosa che ha detto prendendo la parola è nella sua semplicità la più importante: "Qui mi sento a casa mia". E davvero era così. Non era venuto a blandire dei diessini disorientati dalla scelte e dai diktat del loro partito, ma semplicemente a parlare del proprio programma politico a cittadini che militano nello stesso suo partito, ai militanti del Partito democratico. E così ha fatto. "Pensate un attimo se davvero ci fosse stato un candidato unico, non credete che avremmo tutti perso qualcosa? Che avremmo perso occasioni come questa di discutere, di confrontarsi, di elaborare politica e di scegliere? Non pensate che tutto sarebbe stato un po' più triste, grigio e scontato?". Ecco, noi lo abbiamo impedito, lo stiamo impedendo, e stiamo letteralmente riempiendo di politica la nascita di questo partito. Facendo incontri come quello di ieri, in sezioni piccole, affollate e inadeguate, forse, ma piene di cittadini che non chiedono altro che poter partecipare realmente alla nascita di un partito, di poter scegliere, di non un ritrovarsi il 15 ottobre con partito calato dall'alto. Con la serietà, la competenza e la partecipazione.
In tempi di antipolitica e di V-day non c'è risposta migliore di giornate come quella di ieri, direi.


Pubblicato il 12/9/2007 alle 19.23 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web