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Quella cosa della tattica e della strategia

Ma soprattutto, non ha paura, Veltroni, che il suo rifiuto di convocare un congresso gli si ritorca contro alle prossime europee?
Quando tutto un partito ti chiede un congresso per discutere seriamente di una sconfitta, per valutare diverse opzioni politiche e scegliere democraticamente una linea politica, in un partito che di cognome si chiama democratico conviene davvero rispondere con le prese in giro?
Lo dico nell'interesse di Veltroni prima di tutto, perché il rischio che vede Parisi, che cioè le prossime elezioni europee possano diventare per il Pd “non solo un sostituto funzionale delle elezioni nazionali, ma addirittura un sostituto funzionale dei congressi di partito” è manifestamente serio e reale; anche perchè in un congresso puoi giocartela, puoi illustrare e difendere le tue scelte, convincere i delegati, eventualmente paventare il vuoto che ci sarebbe inveitabilmente dopo di te e la mancanza di serie alternative in campo.
Ma lasciare che tutto questo si svolga in sedi illeggittime e improprie, lasciare che le elezioni europee si carichino del ruolo di una resa dei conti - perchè fatalmente sarà così - con la seria possibilità di un un risultato addirittura inferiore a quel 34 per cento delle ultime elezioni, be' tutto questo  a me sembra un suicidio. Personale e per il partito.

Pubblicato il 9/8/2008 alle 16.48 nella rubrica Diario.

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