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Stranezze da archeologi



E' andata davvero così. Dopo un decennio dall'ultima assunzione, il Ministero dei beni culturali bandisce un concorso per archeologi di primo livello.
Prima stranezza. I criteri per l'ammissione al concorso sono schizofrenici: da un lato si richiedono titoli notevolemte alti (scuola di specializzazione o dottorato), dall'altro non vengono valutate esperienze professionali, accademiche, pubblicazioni scientifiche. In pratica aver studiato per cinque anni, aver conseguito due lauree (triennale e specialistica), aver accumulato articoli scientifici e collaborazioni con le soprintendenze non è sufficiente neanche per salire il primo gradino della carriera in soprintendenza. Al concorso dello scorso anno per soprindententi, per dire, e cioè per il gradino più alto di quella carriera, era invece sufficiente la laurea triennale. In pratica, cinque anni di studio e due lauree non sono abbastanza per fare il funzionario archeologo, ma piu che sufficienti per fare il soprintendente, e presto al ministero si troveranno schiere di sottoposti notevolmente più qualificati dei rispettivi dirigenti assunti solo un anno prima.

Seconda stranezza: la preselezione avviene mediante una verifica sulla cultura generale dei candidati. E fin qui nulla di strano. Solo che i quiz comprendono domande di biologia (la translitterasi inversa, l'interfase della meiosi cellulare), di matematica (equazioni di secondo grado, disequazioni), geografia (le principali esportazioni del Togo), cose così che poco hanno a che vedere con qualcosa che possa definirsi "generale"; nessuna domanda, ovviamente, verte sull'archeologia o sulla legslazione dei beni culturali.
Naturalmente, dal momento che il ministero ha pubblicato tutte le 4000 domande dalle quali saranno estratte quelle della prova d'esame, tra noi archeologi è scattata una gara a chi impara a memoria il maggior numero di risposte. In pratica, invece di valutare la cultura generale dei candidati se ne valuta la capacità di memorizzare il maggior numero di risposte esatte.
Insomma, farsa per farsa, la principale associazione professionale di archeolgi ha deciso di rispondere con ironia alle bizzarrie del ministero e domani (sabato mattina) alle 11, a piazza del Colosseo Palazzo Massimo alle Terme, organizziamo un archeotrivial, "Chi Vuol Essere Funzionario?", con ricchi premi e cotillons. Partecipate numerosi.



Pubblicato il 12/12/2008 alle 13.42 nella rubrica Diario.

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